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locandina Nell'estate 2014 viene girata ad Andonno la fiction cinematografica “Profumo di lavanda”. Il film, promosso dal Gruppo Culturale Tabàs in collaborazione con la comunità di Andonno e l’associazione KinoKinino di Torino, racconta la raccolta della lavanda spontanea nella Valle Gesso attraverso le vicende che segnano la vita di due promessi sposi di inizio Novecento. Il racconto è interpretato dagli abitanti nella spontaneità del dialetto locale, corredato da testimonianze che fanno rivivere i luoghi e i momenti della storia.
Per ricevere informazioni se interessati alla proiezione in pubblico o per acquistare copia del DVD, contattare il Gruppo Culturale Tabàs (Daniela tel. 338-2114255).

Ancora oggi solo sulle terre civiche cresce spontanea la lavanda, la più preziosa essenza naturale delle Alpi Marittime. Per un secolo la raccolta e la distillazione della lavanda sono state fonte economica importante in tutta la valle.
A partire dal 2006, nella Festa della lavanda, il Comitato condivide con il Gruppo Culturale Tabàs e la Pro Loco, la valorizzazione di un tipico prodotto locale, che vede in Andonno un centro vitale nelle attività di valorizzazione storico-culturale promosse dall’Ecomuseo della Segale di Valdieri.

La festa della lavanda (Ai tèmp d’l’izòp)

In Valle Gesso la raccolta della lavanda iniziava nel territorio di Andonno a ragione dell’altitudine e della favorevole esposizione climatica. Alcune persone di Andonno proseguivano la raccolta verso monte, in particolare a Desertetto (frazione di Valdieri).
Alla raccolta partecipava spontaneamente tutta la gente del paese. Tutto il raccolto doveva essere consegnato a fine giornata all’appaltatore del luogo che procedeva alla pesatura e al pagamento diretto del corrispettivo. Alcune persone, al fine di ottenere un maggior guadagno, trasportavano clandestinamente la lavanda raccolta ai commercianti dei Comuni limitrofi.
L’attività di raccolta dei fiori di lavanda in Valle Gesso, praticata fin dalla seconda metà dell’Ottocento, è andata diminuendo fino a scomparire negli anni sessanta del Novecento.
Le principali cause, addebitabili allo spopolamento della montagna, all’apertura delle cave, all’abbandono della pastorizia e dell’agricoltura, sono rese nelle testimonianze dirette raccolte dai protagonisti.

Per approfondimenti sulla ricerca storico-documentaria, consultare:
a cura di W. Cesana, La lavanda in Valle Gesso, Blu Edizioni, 2009.

Presepe vivente 2017

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